ARCHEOLOGIA IN CROAZIA

Gli scavi di Medolino in IstriaMEDOLINO gli scavi recenti
Nella località di Isola recentemente è stata condotta una campagna di scavi che ha consentito di portare alla luce sul lato che guarda ad ovest un complesso abitativo di discrete dimensioni.
Incastonato in una delle pareti delle costruzioni è ancora visibile una conduttura in piombo che probabilmente veniva utilizzata per la gestione dell’acqua.
Probabilmente provengono da questo sito due interessanti sarcofagi di piombo che attualmente vengono sottoposti a restauro nel museo di Pola. La loro dimensione è di circa 180*50*50 centimetri e sono completati dal coperchio.
Quella che presentiamo è l’unica foto ‘pubblica’ relativa a questo ritrovamento.
Proseguendo sempre verso Ovest a partire dall’insediamento, dopo circa 100 metri ci si imbatte in quello che resta di una struttura portuale.
Si possono ancora notare i muri dei magazzini e verso il mare i gradoni delle banchine del porto. Sarebbe interessante effettuare una campagna di ricognizione subacquea.
Tutta la spiaggia circostante è tappezzata da frammenti di mattoni, tegoloni e materiali da costruzione.
Certamente nei prossimi mesi potremo saperne di più dagli studiosi del museo di Pola che hanno realizzato gli scavi.
La parte terminale della penisola istriana presenta una costa molto articolata e racchiude il grande golfo di Medolino, fra punta Merlera e punta Promontore o Kamenjak, come la chiamano i Croati.
La penisola detta Monte Castello, che si insinua nel mare a sud ovest del villaggio ed è circondata da una spiaggia sabbiosa con un fitto bosco di pini che arriva fino al mare, è un luogo ideale per il campeggio cosicché sulla riva orientale della penisola e sulla punta Castello è sorto un enorme autocampeggio.
Circa quattromila anni or sono, alla fine del neolitico, nel territorio di Medolino esisteva l'unico abitato all'aperto che è stato finora scoperto in Istria oltre a quello di Gromazza, sull'isola di Brioni Maggiore. A sud-ovest di Medolino si trova una penisoletta arrotondata, che un tempo era un'isola. Si chiama, infatti Isola, ed è conosciuta anche come Isola del Vescovo essendo stata un tempo parte dei possedimenti della diocesi di Pola.
Punta Castello è l'estremo limite meridionale della penisola chiamata Monte Castello e prese probabilmente il nome dal castelliere che era sorto in questa località e che si è tramandato fino ad oggi. In realtà Punta Castello ora è un'isola collegata alla penisola con uno stretto istmo. Al tempo dell'età del ferro, all'arrivo della popolazione illirica, il castelliere esisteva già e si trovava ad emergere dal mare circa 4 m. più di oggi, in quanto l'abbassamento della costa istriana è di circa un metro ogni 1000 anni. A quell'epoca anche il profilo della costa del golfo era diverso e Punta Castello formava l'estrema appendice del terreno nel golfo di Medolino.
Dal castelliere si abbracciava con lo sguardo tutto il golfo fino alle isole del Quarnero; solamente verso la terraferma furono costruite le mura di difesa.
L'altro castelliere di Medolino era sorto sull'altura di Vercivàn, una corruzione slavizzata nel XIX° secolo del nome detto un tempo Orcivàn o Orzevàn. Nella preistoria questo castelliere era riunito da due mura di cinta, a forma di mezzaluna che si congiungevano in un baluardo. Già nell'804 il Casale Orcionis partecipò all'assemblea del Placito del Risano. Nel 1198-99 Orcevàn venne a far parte del "feudo Morosini" e poi, per donazione del vescovo di Pola, verso la fine del XIII secolo, passò in dominio ai Sergi di Pola, meglio conosciuti come Castropola. Al tempo della Signoria dei Castropola, a cavallo dei secoli XIII e XIV, Orcevàn era una borgata ricca e popolosa; questa formava una comunità rurale con propria amministrazione la quale però, per certi fatti, era subordinata al comune di Pola. Qui veniva esercitata l'arte della lana, si producevano panni grezzi detti rasse, di colore grigio o nero, che venivano smerciati in Istria ed anche sulla costa italiana, oltre che nel territorio di Venezia.
Per molti storici Medolino dovrebbe essere il sito della scomparsa Mutila che, assieme a Nesazio ed a Faveria, fu rasa al suolo dai Romani nel II secolo a.C. Potrebbe essere, come Nesazio, che l'antico abitato istro sia stato in seguito ricostruito dai Romani e che abbia continuato ad esistere quale abitato romano con il nome Metilinum o Metellinum.
Nel medioevo fu chiamato Mutilianum. Il noto castelliere dell'età del ferro, chiamato Mutila, potrebbe quindi esser esistito là dove oggi c'è la chiesa di S. Agnese, a Medolino. Certo che su questa collina, oggi sovrastata da un abitato medioevale, non sono ancora state effettuate ricerche sistematiche per appurare l'effettiva esistenza di questa "Mutila oppidum" come la chiamò Tito Livio.
Ville romane furono localizzate e studiate ad Isola del Vescovo, a Monte Castello, lungo la spiaggia della Peschiera Biezzi ed a Casella; sono tutte poste in riva al mare o su territorio urbanizzato.
La posizione protetta del golfo di Medolino è stata fondamentale per la creazione delle condizioni ideali per lo sviluppo, nell'Istria meridionale, del turismo, dal quale la maggior parte della popolazione attuale trae la possibilità di vita e di lavoro.


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Isola di FenoligiaFenoliga – Le orme dei dinosauri.
Per chi desiderasse saperne di più o al limite visitare il sito che qui è brevemente descritto non può non contattare il dott. David Pauletta che gestisce un piccolo negozio di souvenir a Premantura/Promontore vicino al campanile. E’ un profondissimo conoscitore di tutta questa materia.
I principali siti in ISTRIA con ritrovamenti che si riferiscono ai Dinosauri
A destra il faro di PORER ed a sinistra l'isola di FENOLIGA.
Cento milioni di anni fa, l’aspetto del mondo era molto diverso dall’attuale.
In particolare la regione Istriana faceva parte di un esteso complesso di piattaforme carbonatiche che circondavano una protuberanza del continente africano chiamata ‘Promontorio africano’.
La posizione dell’Istria era più meridionale di quella attuale ed il clima era tropicale.
Le più antiche testimonianze della presenza in Istria dei dinosauri risalgono al Cretacico inferiore (116 milioni di anni fa).In Istria sono stati rinvenuti siti con ossa fossilizzate, e siti che conservano impronte fossili (vedi cartina).
La pista più spettacolare rinvenuta finora in Istria, che è anche la più recente dal punto di vista geologico, risale al Cenomaniano superiore (Cretacico superiore, circa 90 milioni di anni fa).
Essa si trova esposta sull'isolotto di Fenoliga, tra la punta meridionale della penisola ed il faro di Porer.
Si tratta di una sequenza di venti metri di lunghezza composta da 33 o 34 coppie di impronte lasciate da un dinosauro quadrupede. Sembra si possa identificare in un sauropode di dimensioni relativamente ridotte, con una lunghezza tra i 5 e gli 8 metri ed un peso stimato di circa una tonnellata.
Vicino alla pista di sauropode si possono osservare impronte tridattili lunghe una ventina di centimetri. Queste testimoniano la presenza anche di dinosauri predatori.
Questa parte della costa Istriana durante il Cretacico superiore doveva essere piuttosto affollata, frequentata sia da tranquilli e lenti erbivori sia da veloci carnivori.


L’ambiente di deposizione delle impronte era marino, qui i dinosauri si spostavano su una piana fangosa coperta da uno strato d’acqua di un certo spessore.
Poco lontano dalla zona attraversata dai rettili terrestri si sviluppavano le tipiche scogliere tropicali cretaciche, testimoniate principalmente da grandi molluschi con una caratteristica conchiglia conica, noti con il nome di rudiste.
I dati forniti da questo sito (Fenoliga) e dagli altri rinvenuti in Istria (Brioni, Rovigno, Cittanova) indicano che esiste la possibilità di rinvenimenti di testimonianze dinosauriane in zone geologicamente simili all’Istria, come il Friuli, la Venezia Giulia e la parte settentrionale della Dalmazia.
Per chi desiderasse saperne di più o al limite visitare il sito che ho brevemente descritto non può non contattare il dott. David Pauletta che gestisce un piccolo negozio di souvenir a Premantura vicino al campanile. E’ un profondissimo conoscitore di tutta questa materia
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I fossili a Promontore
Da Pomer, prima di arrivare al paese di Promontore si svolta a destra e si imbocca una strada sterrata. Dopo circa un chilometro si incontra una caverna ed in fianco il profondo scavo che porta al mare. Sulle pareti di questo scavo si possono ammirare numerosi fossili.

I fossili

 

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